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Total Guitar

The Betrayed è frutto di numerosi drammi ma i chitarristi Mike Lewis e Lee Gaze, e il bassista Stuart Richardson raccontano a Total Guitar come hanno degnamente combattuto per tornare più forti di prima

Alcuni potrebbero affermare che il secondo album è il più difficile da registrare per una band. In molti casi è proprio così, ma non è il caso dei Gallesi Lostprophets. Il secondo album Start Something (2004) li vide impazienti di tornare in studio dopo un lungo tour di debutto con The Fake Sound Of Progress (2000), mentre il loro terzo album Liberation Transmission si accaparrò il primo posto nelle classifiche, includendo inni come A Town Called Hypocrisy e Rooftops (A Liberation Broadcast). Il loro quarto ed ultimo album The Betrayed, comunque, è stata una faticosa battaglia sin dall'inizio...
    Afflitti da drammi personali e professionali, i Lostprophets si sono trovati a sguazzare nel fango sin dall'inizio del processo di stesura del album. I chitarristi Mike Lewis e Lee Gaze e il basista Stuart Richardson, assieme al cantante Ian Watkins e il tastierista Jamie Oliver, hanno esorcizzato molti demoni. Mentre Total Guitar siede con loro a Londra, sentiamo che questa intervista sarà catartica. Quindi azioniamo il registratore, ci sediamo ed ascoltiamo  racconti delle battaglie che hanno combattuto per realizzare The Betrayed, il più potente album dei Profeti fino ad ora.

TG ha solo una vaga idea di quante ne abbiano passate i Lostprophets per portare The Betrayed fuori dalla sala di registrazione. Due giorni prima di rinchiudersi in studio, il batterista Ilan Rubin disse alla band che voleva lasciare la formazione, ma che avrebbe registrato le parti di batteria in tre mesi. Non proprio un buon inizio, ma le cose andarono ancora peggio...
    Dopo aver scoperto che il produttore di Liberation Transmission Bob Rock non sarebbe stato disponibile in tempo per produrre The Betrayed, i Lostprophets optarono per John Feldmann. Durante i loro incontri iniziali con il produttore di Good Charlotte ed Atreyu, la band era felice di sapere che lui era consapevole della direzione che loro volevano prendere. Sfortunatamente, la cosa non funzionò come previsto. Aggiungiamo a tutto ciò una serie di problemi personali e la loro etichetta discografica Columbia non convinta dei loro precedenti sforzi per il nuovo album, non è una sorpresa che quando viene chiesto di riassumere il "sentimento" di The Betrayed, Mike, Lee e Stu siano amareggiati (tuttavia si spera più inclini alla rivendicazione); "'Fo***ti' è un sentimento, e 'ficcatelo su per il ****' è un'altro," propone Stu.

Sedendo fianco a fianco con Lee e Mike, il basista Stu è dell'umore giusto per condividere con noi il sapore amaro che gli ultimi tre anni gli hanno lasciato in bocca. "The Betrayed è qualcosa come il nostro primo album nel senso che se non fosse per l'odio, noi saremmo morti. Con questo non intendo il nostro odio; intendo l'odio da parte di tutti gli altri nei nostri confronti. Ci siamo sempre sentiti dei reietti. Non so se sia perché siamo figli della classe operaia, ma non ci sentiremo mai appagati. Questo è tutto ciò di cui parla l'album - noi che ci sentiamo fuorviati e traditi."
    "Ha a che fare con importanti problemi personali che tutti noi abbiamo avuto durante la registrazione e per i quali eravamo inca**ati," aggiunge Mike riguardo il tema dell'album. "Ci sono state tante cose che sono accadute e che hanno dato forma a The Betrayed."
    TG non è solito ficcare il naso, quindi piuttosto che scavare nelle ferite che i passati tre anni hanno aperto, scopriamo invece cosa diavolo sia successo col produttore John Feldmann. "Andava tutto bene quando abbiamo registrato le prime tracce con John," dice Lee, "ma quando abbiamo iniziato a scrivere nuove canzoni in studio, quello è stato il momento in cui abbiamo realizzato che eravamo nella m**da. Eravamo in studio con il produttore sbagliato e questo ci è costato un anno."

"Abbiamo perso un anno," obietta Mike, "ma allo stesso tempo io credo che avevamo iniziato il processo di registrazione troppo presto. Avevamo fretta di entrare in studio. Ci siamo entrati solamente un anno dopo la pubblicazione di Liberation, e non avremmo dovuto farlo. Avremmo dovuto spendere più tempo a scrivere. Le cose stavano andando bene con Liberation, stavamo facendo tour enormi e l'album stava andando bene, quindi volevamo approfittarne e fare un nuovo album. In un certo senso ci siamo fot***i da soli perché non eravamo pronti."
    Notando che il lavoro svolto con Feldman non stava andando secondo i piani, la band decise di produrre da sola l'album, e Stu si propose per la fase di mixaggio. Nonostante le pressioni ricevute per tornare suoi propri passi, avevano qualcosa da dimostrare: che erano in grado e avrebbero prodotto un album meraviglioso nonostante i pareri negativi. "A volte ero solo io a produrre, e a volte eravamo tutti noi assieme," spiega Stu. "Ho prodotto l'album ma tutti erano pronti a dare il proprio contributo."
    L'arrivo e poi l'allontanamento di Ilan ha lasciato un segno nella band, come successe per l'allontanamento del batterista Mike Chiplin. "Quando il nostro primo batterista [Mike Chiplin] ci lasciò prima del terzo album, è stato un momento duro per noi e abbiamo dovuto cercare qualcuno che potesse far parte della band a livello personale," ricorda Stu. "È stato difficile lavorare con Ilan perché veniva da un ambiente diverso ed è stato arduo ritornare ad essere un gruppo unito.
    "Ora stiamo ricominciando ad esserlo. Mentre prima se non ci piaceva qualcosa su cui stavamo lavorando andavamo a lamentarci dal produttore, per questo album ci siamo dovuti sedere in una stanza tutti assieme e trovare una soluzione assieme perché io ero il produttore. Penso che siamo diventati più amici proprio per questo motivo, invece di agire nell'ombra e parlarci alle spalle a vicenda."

"Ci ha fatto mettere al lavoro," continua Mike. "Quando hai un produttore, fai le cose a metà perché finisci col pensare 'Perché dovrei finire questa cosa se tanto poi il produttore verrà qui a stracciarla in ogni caso?'. Quindi siamo diventati pigri. Il pensiero era, 'Fanc**o, l'idea di base per questa canzone c'è - ce ne occuperemo in seguito'. Produrre il tuo stesso lavoro esclude questo tipo di pensieri perché tu devi finire tutto."
    Se non fosse stato per la pressione dovuta al dovere di fare tutto da soli, i ragazzi riconoscono che non avrebbero prodotto un album così aggressivo, eclettico e completo come The Betrayed. Per non parlare, come dice Mike, del fatto che si sono davvero messi all'opera. "Ho registrato tutte le mie parti di chitarra in 15 canzoni in nove giorni," dice Lee, "anche se non c'erano nemmeno le parti di basso a quel punto… Quello è stato un periodo piacevole per me. Passavo da una canzone all'altra. Ovviamente Stu mi diceva, 'Prova questo, prova quello', ma ora la sola idea di avere un produttore è assurda perché penso, 'Questa è la nostra band, perché dovremmo aver bisogno di una persona che ci dica cosa fare?'"
    "Un paio di album con un produttore vanno bene," aggiunge Stu, "ma dopo di ciò dovresti essere in grado di camminare da solo. È come avere gli stabilizzatori montati sulla bicicletta: li togli una volta che hai imparato a pedalare da solo."

L'ultima volta che TG ha parlato coi Lostprophets riguardo a come sarebbe stato The Betrayed, ci avevano spiegato l'importanza di scrivere un vero album: non solo quattro singoli e vari riempimenti. Per fortuna, sono rimasti della stessa idea. "Ogni album che facciamo diventa sempre più conciso e completo," spiega Lee. "Alcune band fanno questo lavoro per guadagnare e i loro singoli sono fantastici ma tutto il resto suona solo come un riempimento per poter far uscire l'album. Noi non abbiamo mai fatto una cosa del genere."
    "Noi siamo una band che si concentra sull'album," dice Mike. "Pensiamo all'album per intero. Abbiamo passato una settimana solo a decidere la tracklist. Tutto è importante per noi: come ogni traccia porta a quella successiva, il modo in cui l'album suona dall'inizio alla fine. Quando abbiamo fatto la prima versione dell'album avevamo un sacco di interludi ma era troppo indulgente - avevamo una chiusura da 12 minuti nell'ultima canzone!
    "Alla gente potrebbe non importare di comprare album per intero, oggi giorno," continua Mike parlando dell'attuale clima musicale, "e quindi scarica solamente cosa vuole - e molto raramente si tratta di un intero album."
    Stu aggiunge: "Faremo dei singoli con alcune tracce provenienti dall'album quando tutto sarà pronto, perché abbiamo dei figli da sfamare. L'arte è arte, e se la gente vuole l'arte in piccole dosi, è una sua decisione."
    Una canzone che tantissima gente ha comprato è il primo singolo It's Not The End Of The World But I Can See It From Here, con cui i Lostprophets hanno debuttato al Download festival lo scorso anno. Lee è il responsabile delle parti in stile Muse, utilizzando una serie di effetti diversi per ottenere quel suono melodrammatico. "L'inizio di End Of The World è più atto a raggiungere un sound accattivante che altro," dice a TG. "Abbiamo usato una Line 6 'Purple' [FM4 Filter Modeler], che è il pedale per gli effetti e il sincronizzatore. Stu mise in fase di stallo anche questo. Questa volta sapevamo che sound volevamo, e i toni dell'ultimo album erano buoni quando eravamo supervisionati da qualcun'altra, ora invece eravamo noi ad avere il controllo sulla situazione. Abbiamo utilizzato solo la nostra strumentazione. Ho collegato gli amplificatori Orange Thunderverb ad un Marshall e un Plexi, e abbiamo anche usato un Soldano. Per un suono pulito, usavamo sempre un Fender Twin con un [Vox] AC30."

I ragazzi hanno saccheggiato i loro arsenali strumentali e creato un mix eclettico di chitarre in The Betrayed, inclusa Rickenbacker, Fender Jazzmaster e Telecaster, PRS Singlecuts, una Gibson Les Paul Junior e una EX-335 per Mike e Lee. Per Stu un basso Fender Precision e un Gibson Ripper collegati ad una colonna di Orange. Ma è stata una delle più vecchie chitarre di Mike a fare una sorprendente apparizione nell'album: "Per Next Stop, Atro City abbiamo recuperato la mia vecchia Ibanez, una RG550 da $500 che possedevo sin dal 2000, e abbiamo comprato alcuni pick-up EMG visto che eravamo in una missione il cui obiettivo era quello di trovare il sound più metal che potevamo per quella canzone."
    La band sapeva perfettamente che sound voleva ottenere in The Betrayed - ma scrivere le canzoni vere e proprie era la parte in cui si dovevano concentrare di più. "Per quanto riguarda la scrittura, a volte Lee ha una canzone intera scritta con una drum-machine e la passa a noi e Ian crea la linea vocale," spiega Stu. "Altre volte scriviamo tutti assieme o lavoriamo partendo da un riff scritto da me o un pezzo scritto da Mike. Ci sono circa cinque o sei maniere differenti di scrittura, ma il metodo migliore è creare quando siamo tutti nella stessa stanza. A volte in studio giochiamo un po' con le melodie e tagliamo ed incolliamo parti differenti su altre per vedere cosa esce fuori. A volte un riff può funzionare bene come pre-coro."

"Anche se Lee scrive una canzone intera oppure sono stato io a scriverla," aggiunge Mike, "viene rimaneggiata. Abbiamo cestinato tante canzoni e ne abbiamo smembrate altrettante. Il riff principale di Dstryr/Dstryr in principio apparteneva ad un'altra canzone, ma quel riff ci sembrava così buono che quando abbiamo finito quella canzone ci sembrava uno spreco, quindi abbiamo scritto un'altra canzone attorno a quel riff. Tutti nella band hanno un buon senso della melodia. Contribuiamo tutti."
    La band potrebbe aver perso più del 50% dell'album dopo aver scartato il materiale prodotto durante le sessioni con Feldmann, ma avevano ancora tantissimo materiale su cui lavorare compreso una bozza che era stata scartata all'inizio. "John pensava che For He's A Jolly Good Felon fosse troppo fuori dagli schemi, ma noi l'abbiamo ripresa in mano perché pensavamo fosse esattamente il tipo di canzone che avremmo dovuto scrivere. Probabilmente alcune persone saranno d'accordo con lui, ma forse questa canzone sarà capace di permetterci di fare qualcosa di completamente diverso nel prossimo album."
    "Ciò che mi ha influenzato quando ho scritto il riff per Felon è stato Joe Strummer," spiega Mike. "È ispirato ai riff dei Clash - in quel periodo la sola cosa che ascoltavo era London Calling."
    Per i fan della vecchia scuola dei Profeti, canzoni come Dstryr/Dstryr e Next Stop, Atro City saranno le migliori, con sonorità ed aggressività che ricordano Start Something. "Le parti di chitarra in Next Stop, Atro City sono caotiche," dice Lee. "La canzone era abbastanza assurda già dall'inizio, ma quando abbiamo aggiunto il riff mediano è diventata veramente assurda."

Tra tutte le nuove canzoni, l'ultimo singolo Where We Belong è stata la più intricata da costruire. "C'è voluto un po' di tempo per aggiustare quella canzone perché volevamo risultasse come un inno, ma non un cliché," ricorda Stu parlando della registrazione delle tracce. "Se avessimo registrato quella traccia con un produttore sarebbe venuta fuori fin troppo pop, ma sull'album risulta grezza. Uno dei nostri più grandi problemi coi produttori è che nel momento in cui ascoltano qualcosa intonato da Ian, loro vogliono automaticamente che creiamo un album pop. So che non siamo una band che fa musica pesante, ma questo è il genere che abbiamo sempre ascoltato crescendo e a noi piace avere queste sonorità."
    Per quanto riguarda la dinamica tra le due chitarre e il basso, è corretto dire che è equilibrata. "Il duo di chitarre funziona nel nostro caso perché suoniamo separatamente," dice Lee. "Le parti che suoniamo dipendono da chi scrive cosa: se io scrivo le parti allora suonerò come prima chitarra. Siamo più flessibili di molte altre coppie di chitarre comunque - noi abbiamo delle vie di mezzo. E Stu spesso trova molti punti deboli senza rendersene conto…"
    "E a volte ci sono due chitarre soliste e io mi occupo della parte ritmica," aggiunge Stu. "Cerco solo di non esagerare e di suonare linee abbastanza semplici. Se tutti stanno suonando le stesse corde, io solitamente cerco di trovare un'altra corda per creare dinamica."

The Betrayed è ora in vendita in tutta la sua gloria, e sia che tu scelga di prendere l'arte pezzo per pezzo che nella sua completezza, per richiamare ciò che Stu ha precedentemente affermato, i Lostprophets sono nuovamente completi. Far entrare nella formazione il nuovo batterista Luke Johnson (precedentemente nei Beat Union) sembra averli aiutati a guarire alcune ferite, ma una cosa che è sempre stata una costante durante tutta la lavorazione di The Betrayed - e anche nelle loro menti nonostante tutte le accuse che sono state lanciate contro di loro negli ultimi tre anni - è che l'album dei Lostprophets è stato scritto tenendo sempre a mente i loro fan. "Vogliamo solo che amino questo album e che vengano a vederci suonare dal vivo," dice Mike, quando l'intervista giunge al termine. "Pensiamo sempre ai nostri fan quando scriviamo, e molto spesso creiamo i pezzi e ci ritroviamo a dire, 'Ca**o, a loro piacerà un casino!' Vogliamo conquistare nuovamente le persone che probabilmente abbiamo perso per strada. Le rivogliamo indietro."

COLONNE

TG dà un'occhiata al basso di Stuart Richardson

Il basso Gibson Ripper fu aggiunto all'esteso catalogo Gibson nel 1976, e originariamente era completo di una coppia di Gibson Super Humbuckers, come un pick-up quadridirezionale per controllarli entrambi. Il prezzo del basso Gibson Ripper si aggirava attorno ai $600, e durante gli anni è diventato l'arma scelta dai basisti che suonano quattro corde come Krist Novoselic dei Nirvana e Mike Dirnt dei Green Day. Il Ripper è stato riprodotto l'anno scorso (e chiamato Ripper II), con pick-up disegnati da Seymour Duncan e una nuova sezione di controllo.



Perché Mike e Lee non sono chitarristi tradizionali

"Quando dici 'chitarristi tradizionali', immagino significhi convenzionali e conoscitori della teoria," dice Lee. "Io non so nulla di teoria. Se qualcuno venisse a dirmi, 'Questa parte dovrebbe essere in C#', non saprei cosa vorrebbe dire.
    "Ma anche se dico questo," aggiunge Mike, "questo non vuol dire nemmeno che io non conosca nulla di teoria. Significa solamente che ad un certo punto ho sostituito nella mia testa il numero dei tasti con le note, però non ho idea di cosa siano le scale… Stu sapeva tutta la teoria quando eravamo agli inizi, ma questo era solamente d'intralcio alla scrittura."



Lee Gaze parla della sua traccia preferita

"La canzone che amo di più nel nostro album è l'ultima, The Light That Shines Twice As Bright…, originariamente intitolata You. Abbiamo sempre parlato di quest'album in termini oscuri e cupi e quella canzone racchiude tutto ciò alla perfezione, e proprio per questa ragione abbiamo messo quella canzone per ultima. Io ed Ian l'abbiamo scritta sedendo sul bordo della piscina di John a Bel Air quando il sole stava calando, ma quello è il tipo di canzone che abbiamo creato - oscura e totalmente in contrasto con ciò che ci circondava. Mi piace la scelta delle note e volevo assolutamente registrarla dal vivo, così ci siamo tutti seduti per terra con le chitarre, qualche candela accesa e l'abbiamo registrata."



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