Per più di dieci anni, Ian Watkins è stato uno dei frontmen rock più schietti tuttavia solo ora il cantante dei Lostprophets ha deciso di rivelare i suoi segreti più intimi. Abuso di droga, risse e relazioni con celebrità - nulla viene lasciato all'oscuro…
C'è una splendente maschera bianca a forma di teschio nel salottino del tour bus dei Lostprophets. È una maschera dai poteri magici, perché quando la indossa, Ian Watkins, frontman dei Lostprophets, scompare. È la maschera che utilizza quando si esibisce dal vivo col suo progetto DJ L'Amour La Morgue. È una maschera che, per tutto il suo valore macabro, in qualche modo lo rende invisibile. La gente smette di prestare attenzione all'uomo dietro alla maschera, e questo è incredibilmente liberatorio per uno dei personaggi più riconoscibili nella musica rock Britannica.
Ma ora non è il momento per Ian di passare in secondo piano. Il fatto che il nuovo album della sua band si chiami The Betrayed esprime molto bene il suo attuale stato d'animo: è convinto che lui e i suoi compagni di band - Lee Gaze (chitarra), Mike Lewis (chitarra), Stuart Richardson (basso), Jamie Oliver (tastiere) e il nuovo batterista Luke Johnson - siano stati respinti, trattati con condiscendenza, abusati ed ignorati troppo a lungo. Ma ora non più. Ora è il momento per Ian di combattere. Ed è meglio per voi che siate coscienti del fatto che lui è assolutamente pronto.
"Ci stiamo trasformando in un esercito di zombie," sputa. "Stiamo diventando un esercito di stramaledetti droni autonomi, in un posto dove a nessuno importa di nulla. Se provi delle passioni al giorno d'oggi le persone pensano che tu sia strano. Beh, a me importa invece. E se mai smetterà di importarmi, vorrà dire che sarò morto."
Quando ti guardi allo specchio, sei felice della persona che vedi riflessa?
Ian Watkins: "Beh, non è che sono talmente consumato dal rispetto che provo verso me stesso da non capire il concetto di dubitare di se stessi, ma non posso immaginare di pensare nient'altro che 'questo sono io'. Tutti hanno belli e brutti, e ci sono dei momenti in cui mi guardo allo specchio e penso di stare una merda, ma quando guardo quella persona, quella sono semplicemente io."
Pensi che le persone sappiano chi tu sia veramente?
"Le persone che contano per me, sì,"
I tuoi fan sono importanti per te, loro sanno chi sei?
"Fino ad un certo punto. Conoscono il mio senso dell'umorismo, e il fatto che a me importa qualcosa. Se le persone vogliono veramente sapere di me, è tutto lì nei testi del nuovo album. Sono arrivato ad un punto in cui non mi importa più che cosa la gente pensa di me. Circolano tantissimi pettegolezzi sul mio conto, e amo quella roba, non faccio nulla per fermarla. Più stronzate circolano, più i dubbi aumentano e diventa più difficile dire che cosa sia vero e cosa sia falso."
Com'è una tua giornata-tipo?
"Dipende. Ultimamente ho dato una mano a mia madre, andando a trovare i miei nonni, facendo la pesa e riparando cose in casa, semplicemente dando una mano prima di scomparire di nuovo. Sto anche facendo dei remix e scrivendo l'album per L'Amour La Morgue."
Quando passeggi per la tua città natale Pontypridd, i passanti si danno gomitate e puntano la rock star vicino a loro, oppure sono più da "Oh, c'è quel tipo che vive all'angolo della strada…"?
"A casa tante persone mi conoscono da anni quindi non se ne preoccupano. E in generale la gente che conosce musicisti solamente se sono su X Factor non sa chi diavolo io sia. Se invece vado a Cardiff, incontro ragazzi a cui piace la band ed è fantastico, parlo cono loro e di solito sono simpatici."
A volte sei "Ian Watkins dei Lostprophets" e altre volte sei più anonimo. Quale fra le due opzioni preferisci?
"Mi piace la luce dei riflettori. Amo ricevere attenzioni. Se credi nell'astrologia, io sono del Leone, e quelli del Leone possono essere tipo, 'Hey voi, guardatemi, sono il Re Leone!'"
Quali sono i lati positivi e quelli negativi dell'essere famosi?
"Il lato migliore è quello di possedere una voce, essere in grado di dire qualcosa ed effettivamente avere qualcuno che ti ascolta. Non c'è nulla di veramente malvagio nella fama, ma la cosa peggiore penso sia che i soldi e la fama non sono mutualmente esclusive. Posso passare davanti a muri tappezzati da dischi di platino a casa però non posso comprare una casa a mia madre, questo è un grande paradosso. Ma la fama dovrebbe essere solamente il prodotto di un lavoro duro e del talento."
Quando hai a disposizione dei soldi, come li spendi?
"Non compro tanta roba. Preferisco l'esperienza al possesso materiale, hai a disposizione solo una vita ed è quello che conta di più. La vita è come un grande esperimento scientifico. Mi piacerebbe avere una casa mia ad un certo punto, certamente, e comprerò una schiera di Ferrari, ma preferisco essere felice. Ho visto troppe persone che lavorano come delle pazze per comprarsi cose e alla fine è inutile. Ho passato 10 anni meravigliosi. Posso anche non avere soldi ma d'altra parte nessuno mi ha mai insegnato ad investire in proprietà o altro. Quando vieni da una città dalla classe lavoratrice e non hai mai avuto soldi, non sai bene che cosa fare coi soldi."
Quando uscivi con la modella e presentatrice televisiva Alexa Chung tra il 2006 e il 2007 - la quale ora esce con il frontman degli Arctic Monkeys Alex Turner - sei stato trascinato nella scena delle celebrità di Londra. Ti sentivi a tuo agio in quel mondo?
"Beh, era più un circolo di anticonformisti che di celebrità. La gente paragona bands anticonformiste ad intelligenza ed ingegno, ma nove volte su dieci ti accorgi che tutte queste persone 'fighe' sono veramente noiose e non hanno nulla da dire."
Ti cerchi su Google?
"Sì. Ma guardo principalmente le immagini di Google. Non per vanità, più per praticità, perché voglio vedere quale tra i miei vari tagli di capelli mi sta meglio ed è più facile controllare lì che tirare fuori tutti i vecchi album fotografici di famiglia. È da vanesi?"
Pensi che le persone confondano il tuo umorismo per arroganza?
"Può essere. Forse le persone mi vedono posare nelle foto e mi vedono come detestabile ragazzo carino… È strano. Le persone dicono, 'Oh, hai sempre una risposta a tutto' e io rispondo, 'Quindi? Dovrei solo stare zitto e accettare tutto ciò che la gente dice?'. Non riesco a tenere la bocca chiusa. Non voglio risultare come un coglione arrogante, come se sapessi tutto, perché non è vero, ma cerco solo di essere onesto."
Ian ha una citazione proveniente dalla band hardcore Svedese Refused tatuata sulla schiena. Dice 'Meglio essere dimenticato che ricordato per essersi arreso' - una frase di Summerholidays Vs, Punkroutine, estratta dall'enormemente influente album del 1998 The Shape Of Punk To Come… A Chimerical Bombination In 12 Bursts. È una frase che il cantante avrebbe potuto scrivere lui stesso, dato il carattere combattivo e competitivo del frontman. L'anno scorso, Ian si è ritrovato nel bel mezzo di una 'guerra' di due giorni con gli utenti che lo seguono su Twitter, durante la quale lui ha felicemente ribattuto ad insulti sia personali che professionali con una dose tale di veleno che ha spinto alcuni osservatori a credere che lui stesse avendo qualche sorta di crollo dovuto allo stress accumulato durante la lavorazione di The Betrayed. Anche ora capita sporadicamente - tenendo testa alle persone in una maniera esilarante, caustica e sboccata.
Ian ride a lungo e di gusto quando il fatto viene menzionato, ed è assolutamente incorreggibile. In un' epoca in cui alle rock stars viene insegnato ad essere blande e neutrali per raggiungere il successo, il suo approccio è meravigliosamente rinfrescante.
"Quando mi arrabbio per qualcosa, le persone si chiedono perché mi arrabbi così tanto," sospira. "E io rispondo, 'Fanculo, è perché mi importa'. Se io ti dicessi 'Tua madre è una stronza' tu non diresti (mormora debolmente) 'Oh, sì, beh, sì…'. Ma questa è la società di oggi. Non vi importa proprio di nulla? Non mi tirerai un pugno o non ti difenderai? La gente pensa che nel momento in cui entri in una band perdi il diritto di ribattere; se rispondo alle critiche con odio e vetriolo allora sto esagerando. Hai appena attaccato la mia vita, la cosa a cui ho dedicato tutta la mia esistenza, che diavolo pensi che faccia? Ti uccido. Se fossi di fronte a me ti taglierei la gola."
Qual è stato l'ultimo litigio che hai avuto?
"L'ultimo è stato con un maledetto ragazzo ubriaco. Il mio problema è che non mi tiro indietro. Non sto dicendo che sono un duro, ma quando ti sta a cuore qualcosa non importa, pensi 'Distruggi!'. Ma puoi farlo solamente se t'importa veramente qualcosa di quello per cui combatti. Se mi spediscono a terra mi rialzo in piedi. E questo spaventa le persone. Non m'importa molto del dolore. Ti fa sentire vivo."
Ti piace il fatto di venire da una classe operaia?
"Sì cazzo, lo adoro. È la fiamma che ti arde dentro. Non diventi autocompiacente ed apatico perché credi genuinamente in ciò che fai. Crescere con la consapevolezza di dover combattere per ottenere tutto ti forma caratterialmente, e questa è in buona parte la ragione per la quale siamo ancora qui."
Ti senti una persona diversa quando sei sul palco?
"Sì, in un certo senso, perché devi essere la versione estremizzata di te stesso. Odio uscire, sono la persona più asociale mai vista, amo stare per conto mio e amo perdermi a disegnare o scrivere musica."
Quando fai il DJ il mondo dei club non è ancor più sociale?
"No, perché torno all'hotel dove il mio partner, Dr X, l'uomo misterioso che lavora con me, sta alzato tutta la notte, incontrando tutti i proprietari dei club e festeggiando. Quando abbiamo fatto una serata a Liverpool i promotori ci hanno procurato questo appartamento con l'attico per la notte e ci abbiamo portato quattro ragazze e ricordo che ero in camera da letto a pensare, 'Desidero davvero una tazza di tè, ma se esco di qui dovrò parlare con le persone'. Non voglio sembrare scortese, ma per qualche ragione, a causa dei preconcetti [verso di me] le persone o sembrano pronte ad attaccarmi, oppure stanno sulla difensiva, perché pensano 'Ian Watkins ama se stesso, e tutti gli baciano il culo, quindi io mi comporterò diversamente'. Allora diventano o scortesi od offensive. Se stai cercando di fare il furbo, va bene, ma non arrabbiarti se ti sconfiggo. Nella mia testa, sono solo me stesso, ma le persone mi mettono su un piedistallo e poi pensano che devono abbattermi, ma non ce n'è bisogno, sono già giù dal piedistallo, non ci sono mai salito. Sarebbe un'esperienza nuova se le persone fossero solamente normali e gentili e potessimo avere una conversazione. Una di queste ragazze a Liverpool era tipo, 'Ti odio, sei un coglione' mentre io ero, 'Beh, perché mi stai parlando allora? Vattene'."
Hai una ragazza ora?
"(Ripete la domanda lentamente) Se ho una ragazza in questo momento? Definisci ragazza? Se qualcuno mi chiedesse una cosa del genere normalmente risponderei, 'Fatti gli affari tuoi'. Chi dice che non ho un ragazzo? Alimentiamo i pettegolezzi! Ha Ha!"
Nell'estate del 2008, i compagni di band di Ian lo hanno preso da parte e hanno deciso di confrontarlo riguardo alcuni dei pettegolezzi che avevano sentito circolare. Le cose hanno raggiunto un picco dopo la partecipazione della band al V Festival a Staffordshire, il 17 agosto. Come racconta Ian, il chitarrista Lee era in ritardo per il concerto dopo essere stato in ospedale con sua moglie incinta. Avvicinandosi il momento di salire sul palco e sembrando sempre più chiaro che Lee non sarebbe riuscito ad arrivare in tempo, il cantante si era offerto di scusarsi dal palco e spiegare che Lee era incapacitato. "Quindi ho detto ai ragazzi che, qualunque cosa capitasse, se Lee fosse tornato non dovevano per nessun motivo farlo salire sul palco perché allora avrei fatto la figura dell'idiota.
"Così, di fronte a 60,000 persone mi giro dopo aver finito di fare le mie scuse e Lee era in piedi esattamente di fianco a me," continua Ian. "Ero incredulo, solo… 'Wow'. Ero fuori di me, e sono sceso dal palco dopo il concerto, ed ero così maledettamente arrabbiato che ho preso sei bottiglie di Newcastle Brown (una marca di birra) dal nostro camerino e le ho rotte una ad una su un tavolo fuori, semplicemente per sfogarmi. Ora, come in qualsiasi momento, sarebbe sembrato che 'Okay, è comprensibile, Ian è incazzato perché ha fatto la figura del bugiardo e del pagliaccio oggi', ma era tutto offuscato da questi pettegolezzi - Ian si fa di droga! Ian si scopa un milione di troie al giorno! - quindi tutti pensavano, 'Adesso scoppia! Sta impazzendo!'."
Il 18 agosto, gli altri membri della band presero da parte il loro cantante amico di vecchia data, e gli chiesero se aveva cominciato a fare uso di droghe. Con loro sorpresa, Ian rispose 'sì'. Oggi il cantante, precedentemente famoso per essere straight-edge, si rifiuta di scende nei dettagli e dire esattamente che tipo di droghe ha usato - "Odiavo quelle interviste di Kerrang! intitolate 'Il mio inferno della droga' e per me è non è stato così" ribatte - comunque, lui è totalmente calmo e senza rimorso quando discute dell'argomento.
"Ho distrutto tutte le regole nella mia vita," fa spallucce. "È difficile parlarne senza sembrare un completo idiota, ma ho avuto un'illuminazione, dove volevo acquisire una diversa visione delle cose per questo album, perché era necessario fosse diverso.Avrei potuto pensare ipoteticamente come sarebbe stato avere una tale visione delle cose oppure dire 'Fanculo' e uscire di senno. Ma alla fine ho pensato, 'Va bene, non posso fare questo perché non faccio questa o quest'altra cosa'… Perché teoricamente sarei straight-edge. Per via di tutta la questione dello straight-edge, ho fatto tutto quando ero un ragazzino, ed era assurdo. Ma ad un certo punto ho realizzato che le mie difese erano diventate delle restrizioni, come una gabbia che ti costruisci attorno per proteggerti e diventa la stessa gabbia in cui ti trovi prigioniero. Ero stato io stesso a creare queste barriere, e non sono più necessarie ora perché sono cresciuto. Non si tratta di essere uno scapestrato, sto solamente sperimentando cose nuove. Nello stesso momento in cui ho pensato di non poterlo fare perché le persone mi conoscevano come una persona straight-edge, ho capito che tutto doveva cambiare."
Cosa ha spinto la band ad intervenire?
"Penso fosse un insieme di tanti pettegolezzi che erano fuori da ogni controllo e che loro sentissero in dovere di chiarire una volta per tutte che diavolo stesse succedendo. Ci siamo ritrovati ad un bivio: tutti gli altri si erano sposati e hanno messo su famiglia, e io ho quasi preso la strada opposta alla loro, perché volevo godermi il cliché della vita da rock star per un po', ed ero perfettamente conscio che si trattava di un luogo comune. Pensavo che gli altri sarebbero stati al gioco."
Essendo cinque contro uno, cosa ti ha trattenuto dal dire 'Andate tutti a fanculo'?
"Perché voglio loro bene e sono miei amici. E sapevo che non l'avevano fatto per cattiveria, ma per preoccupazione e paura dell'ignoto. Quindi quando parlammo, io dissi, 'Ho mai mandato qualcosa a puttane?' e loro dissero, "Beh… no…'. A volte sembrava una caccia alle streghe. Ma può essere che nelle loro menti si fossero formate delle immagini di me in un circolo dedito al crack, con aghi ficcati nelle mie braccia e topi a mangiarmi gli occhi, loro erano sinceramente all'oscuro di tutto. Tuttavia ero contrariato, perché pensavo mi conoscessero meglio. Eravamo una gang un tempo, ma penso che con tutto quello che è successo con l'uscita del nuovo album, ed essendo tutti sparsi per il mondo, e avendo loro messo su famiglia e io facendo il DJ, quella mentalità da gang è andata persa."
Dal loro punto di vista, potrebbe sembrare che tu stessi avendo un crollo…
"Vero, ma quando le cose diventano routine, fa bene affrontare le cose senza il supporto altrui, solamente per rimanere coi piedi per terra. È facile affrontare la vita con l'aiuto degli altri, ma quello non è vivere. È stato liberatorio per me entrare in questa mentalità."
Quindi, piuttosto che usare la droga in modo autodistruttivo, era più una ricerca dell'illuminazione in stile Jim Morrison (cantante dei Doors)…
"Beh, per quanto possa sembrare presuntuoso, suppongo le cose stessero proprio così. Non sto parlando solamente di sostanze, intendo dire tutto. Aprirsi e pensare 'come what may' (un modo per dire "Accada quel che accada", "Qualunque cosa succeda") è estremamente liberatorio."
La gente si chiederà perché ne stai parlando proprio ora.
"Perché me lo stai chiedendo."
Scegli cinque parole per descrivere Ian Watkins nel 2010.
"Contraddittorio. Orgoglioso. Impassibile. Motivato. E… determinato. Estremamente e fottutamente determinato."