Ciao
Sono tornato. Scusate, è da un po’che non ci sentiamo. Ero in tour e stavo facendo un sacco di altre belle cose. Gli show sono andati molto bene, grazie. Ho avuto paura per niente. Sono stato benissimo. Ho fatto delle foto questa settimana per poi fare delle stampe. Sono stato incoraggiato da alcuni dei commenti che mi avete lasciato e Ian è da molto un grande sostenitore della mia arte e mi ha spinto a farlo. Ha detto che le mostrerà sul suo sito della “made in hell”. Sono emozionato da morire perché i dipinti sono venuti stupendi. Sono così emozionato e mi sono divertito tanto a lavorare con un nuovo stile e un nuovo fermato. Se mai verranno pubblicati spero che piaceranno anche a voi.
Christy: “Amo il fatto che sei tornato a dipingere, ma quando te l’ho chiesto lo scorso anno in un numero di Kerrang, in quella cosa delle domande e risposte, hai detto che non dipingevi da sei anni, eri impegnato con la band e se avessi avuto il tempo di dipingere sarebbe stato un problema. Stu quindi ha detto che se avessi preso un pennello, saresti stato cacciato dalla band. Immagino che tu faccia ancora parte dei Lostprophets, non ho sentito il contrario. Quindi, perché sei ancora nella band? C’è qualche problema?”
Bella domanda! Sono ancora nella band. Ecco che le cose che ho detto tornano indietro a scocciarmi…ahahah!
E’ una cosa strana ed è più una reazione all’aver lavorato per più di un anno alle nuove canzoni, come un bisogno di esprimermi in un modo diverso, in modo che possa poi avvicinarmi nuovamente alla musica da una diversa prospettiva. Stu stava scherzando, spero. Anche gli altri ragazzi hanno sentito il bisogno di lavorare a cose diverse, ma non come una fuga dalla nostra creatività nello scrivere canzoni, ma più come un mezzo per aggiungerci qualcosa di nuovo. Recentemente ho sentito che la creatività genera la creatività, e tuffandomici dentro, mi ispira e riempie tutte le strade della mia produzione creativa. Concentrarsi troppo a lungo su solo una cosa come scrivere canzoni può diventare una cosa vecchia e fastidiosa, ma disegnare e dipingere ha riacceso la mia fiamma creativa e questo influenza a tutti gli effetti il mio slancio creativo.
Ho l’impressione che succeda la stessa cosa a stu e mike con le loro produzioni, tornano sempre a scrivere ricaricati dopo aver lavorato con altre band. Quindi, al contrario, non c’è nessun problema e il mio impegno con la band non sta vacillando, dipingendo sento di poter migliorare quello che posso offrire alla musica.
Alex: “recentemente mi sono tatuato un angelo per ricordare qualcuno che mi era vicino che è morto e mi piace, quindi sto pensando di tatuarmi più angeli, so che molti dei tuoi tatuaggi hanno come protagonisti degli angeli…ho fatto delle ricerche e ho scoperto che sei ateo…quindi, gli angeli sono lì per rappresentare il buono contro il cattivo, come opposizione ad ogni fede in dio?”
In effetti, gli angeli sono più simbolici che letterali. Il mio tatuaggio della Pietà (Maria che tiene tra le braccia Gesù morto) è probabilmente il miglior esempio di tutto quello che significa per me.
Non mi sono mai chiesto se una volta un tizio ha camminato su questa terra con una incredibile capacità di comunicare alcune idee molto positive riguardanti la vita e l’amore. Credo che Gesù sia stato un uomo eccezionale che fu incredibilmente influente, ma pur sempre un uomo. Il tatuaggio è un omaggio all’umanità e a come un solo uomo possa fare la differenza. Mi dà la speranza che qualcuno arriverà e sistemerà tutto il casino che abbiamo fatto con quello che forse aveva detto. Il mio problema non ha tanto a che fare con la spiritualità quanto con una questione di definizioni all’interno della religione stessa e di come manipolino il potere all’interno delle gerarchie religiose. Quindi il mio angelo tatuato rappresenta, come hai detto, i miei problemi e i miei studi in corso sull’etica umana e la moralità. Detto questo, sono comunque davvero affascinato dagli angeli. Soprattutto perché capisco e accetto il mio desiderio istintivo di credere in qualcosa oltre me, e nell’immortalità. E’ un semplice e ovvio desiderio naturale, anche se la sua chiarezza è molto trascurata nella maggior parte dei lavori. Quindi, benché io senta il bisogno di credere in qualcosa di più grande di tutto questo, capisco da una dotta prospettiva psicologica perché questo desiderio è in me (noi) e come è successo. (vedi “The God part of the brain” di Matthwe Alper…una lettura di base, ma un buon esempio)
Coooomuuunque, spero che questo sfiori una risposta…devo andare, devo provare una nuova canna per la pesca a mosca…hehe
A più tardi