| LOSTPROPHETS
Where We Belong
Ritorno con il loro nuovo album dopo quattro anni di attesa, è stato un processo difficile per i Lostprophets ma, come rivelano a Rock Sound, sono riusciti nel loro intento…
Nella Londra dell’Est in un pub situato all’angolo di Brick Lane siede un uomo dai capelli neri che indossa una giacca nera, una camicia nera, jeans neri e stivali neri. Una lattina appena iniziata di Red Bull è appoggiata sul tavolo di fronte a lui mentre il suo sguardo è perso nel vuoto. Le sue sopracciglia corrugate s’inarcano ulteriormente mentre sta decidendo come rispondere al meglio ad una domanda appena formulata.
L’uomo è Ian Watkins, il frontman trentaduenne dei Lostprophets. Sapete, i Lostprophets, la band che ha ridefinito il modo in cui il successo viene misurato per i gruppi rock Britannici nel corso dei loro 12 anni di carriera. Dai loro inizi modesti e metal, il gruppo ha sia sfidato la critica che superato le aspettative più grandi del loro genere. La band ha venduto milioni di album, riempito una moltitudine di arene in tutto il mondo, capeggiato festival e classifiche. I Lostprophets sono, senza dubbio, un grosso affare.
Watkins si prende del tempo per formulare una risposta. Rock Sound era stato avvertito che una cosa del genere sarebbe potuta accadere, che avrebbe divagato, sarebbe stato vago o avrebbe preso scorciatoie, se possibile. Le persone che lavorano con la band avevano avvisato che avremmo potuto intervistarlo assieme ad un altro membro della band, perché quando qualcun altro è presente, risulta più simpatico, più tagliente e parla in una maniera più citabile.
In ogni modo, Rock Sound non vuole quell’uomo, quell’uomo sicuro di sé, sfacciato e spaccone, capace di dare spettacolo a comando. Quell’uomo che ha la reputazione di parlare per slogan, elevandosi e presentandosi in una maniera che ha portato diverse persone ad etichettarlo semplicemente come un “arrogante idiota”. Rock Sound vuole scoprire chi sia Ian Watkins sotto la parlata aggressiva, lontano dal resto della band e anche se non ha nulla da dire quando non viene incitato a pronunciare frasi fatte e citabili.
Quindi aspettiamo. I suoi occhi si spostano da destra a sinistra attraverso il bar, prima di fissarsi sul vecchio uomo che assomiglia in modo particolare ad un Alsaziano, seduto da solo nell’angolo opposto della sala mentre beve una pinta scura di qualcosa. Si spostano sull’elegante ma stereotipata coppietta che sta ridacchiando e pomiciando mentre spendono i soldi di papà ad un tavolo vicino al camino. Successivamente saettano verso la barista che fatica a capire il suo accento Gallese quando ordina un drink. Gli occhi di Watkins consultano silenziosamente quelli di tutti gli altri prima di focalizzarsi insistentemente su Rock Sound per iniziare a parlare.[... Continua, per leggere intera: QUI] |